•maggio 5 , 2008 • Lascia un commento

La lezione di cultura inglese di oggi si tiene attorno alla vasca che domina il cortile della facoltà di lettere e filosofia di Roma Tre. I preparativi sono un po’ laboriosi: una ragazza ci dà delle fotocopie, un’altra appende cartelloni e qualcuno distribuisce agli studenti abiti da fantasma, mentre il prof va a vestirsi da Virgilio.
..Sì, perché qui, ora, parallelamente allo studio, si svolge una protesta contro
il sistema universitario per ricordare quelle che il professor Boylan chiama le “morti bianche” accademiche. Gli studenti vestiti da spettri rappresentano proprio i ragazzi che non ce l’hanno fatta a completare gli studi universitari, per lo più delusi e scoraggiati dallo scarto tra ciò che i corsi di laurea promettono e quel che poi nei fatti (non) riescono a mantenere (in Italia, secondo una stima dell’Ocse di pochi anni fa, gli abbandoni si attestano addirittura intorno al 60%). In questo limbo, Boylan non può essere altro che Virgilio, un magister che parla con accento americano e tiene lezione sulle scale o nel cortile perché, a quanto raccontano, ha dato le dimissioni per protesta ed il suo corso forse istituzionalmente non dovrebbe neppure esistere. La sua lotta è inziata in seguito ad una “riforma beffa” del corso di laurea in lingue di Roma Tre, ma può diventare facilmente emblema di una condizione più generale dell’università italiana.

Dopo mezz’ora di preparazione, la lezione sta per cominciare. Gli studenti, nel cortile e nel
corridoio, si fermano per capire. Qualcuno del corso si lascia sfuggire un commento a bassa voce: “Tutta ‘sta cosa per tre crediti”.

..Alla finestra, controluce, è attaccato un foglio:

Quidni? nonne solis astrorumque specula ubique conspiciam? nonne dulcissimas veritates potero speculari ubique sub celo […]?
Dante Alighieri, Epistola XII

(che? forse che non potrò vedere dovunque la luce del sole o degli astri? o forse che dovunque non potrò sotto il cielo indagare le dolcissime verità [… ]?)

[9apr08]